modi di dire e di fare

Di minchiate se ne fanno a bizzeffe e talvolta le si definisce “lavori fatti alla cazzo di cane” (o “a cazzo di cane” a seconda della regione d’Italia). Da dove viene l’espressione? Tempo fa in un forum (mannaggia non mi ricordo quale, mi perdoni l’autore) si dava questa spiegazione:
Un lavoro fatto alla cazzo di cane è un lavoro che, comunque, finirà male.
Per risalire all’origine del modo di dire bisogna risalire alla metà del 1300 quando uno dei signori di Milano era Bernabò Visconti, appassionato di cani (ne arrivò ad avere più di cinquemila). Poichè ovviamente non poteva (e non voleva) tenerseli tutti in casa sua li distribuì fra tutti i suoi sottoposti, con l’impegno di questi di tenerli bene.
Per accertare che fossero tenuti bene il bravo Bernabò faceva e faceva fare dai suoi servi delle periodiche visite agli affidatari dei cani per verificarne lo stato di salute. Guai se un cane veniva trovato ammalato, troppo grasso o troppo magro. Si arrivava alla confisca dei beni dell’affidatario e in qualche caso, anche alla morte. Per queste visite erano state costruite delle case (case dei cani, in milanese cà di can) quando si andava in queste case, era da aspettarsi che finisse male.
Poi una errata traduzione dal milanese all’italiano ha trasformato la cà in ‘cazzo

ohhhh
grazie per l’illuminazione