i bei tempi andati

nei primi anni ‘80 a cusano milanino c’erano due feste dell’unità, una in giugno e un’altra in luglio… quella di giugno la facevano nel mio quartiere, attorno al campo da basket di cemento, per l’occasione pista da ballo liscio, colonna sonora a cura dei sempregiovani
pescavano a piene mani dal repertorio tajioliano proponendo hit del calibro di eulalia torricelli o del tango delle capinere: i compagni e le compagne ballavano come matti
poi, masarati di sudore e con l’infiammazione del menisco a causa dell’abuso di mazurca, andavano a mangiare la pasta gratinata sulle sedie di legno pieghevoli, marcate sul retro “sezione luigi longo”
il caso volle che l’11 giugno 1984 ci fosse la festa dell’unità sotto casa mia… credo proprio che la mia coscienza politica sia nata quel giorno lì, sotto quella specie di altare laico (ma mica poi così laico) imbastito dai compagni: una gigantografia di berlinguer con sotto dei lumini da cimitero
al di là della tamarrata, perché -oggettivamente- lo era, non ho più rivisto nulla di simile a livello di partecipazione emotiva ad un evento (anche se tangenzialmente) politico… mi sa che dal 12 giugno è iniziato l’inesorabile riflusso nel privato…
beh insomma tutta ’sta fottuta elegia per dire che quando ho ritrovato la foto con benigni e berlinguer mi sono venuti a) i lucciconi b) la carogna, perché se è vero che gli illustri defunti si rivoltano nella tomba quando i loro eredi fanno le cazzate, a vedere quelli del pd il feretro di enrico lo potremmo usare per scavare il tunnel della variante di valico
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