AC/DC: recensione del concerto di sabato 21 marzo 2009

brian-andy-capp1

assago,
la seconda serata milanese del black ice tour risente delle grandi aspettative che derivano dal concerto di due giorni prima…
tutti hanno magnificato la performance dei cinque angloaustraliani e quindi pure il sottoscritto è carico come un candelotto di tnt… solo una gocciolina di sudore che scende: “e se brian stasera non c’ha voce?”

il forum è strapieno, metà della gente ha le cornine illuminate, acquistabili a euri 5 e, quando alle 20 cominciano gli answer (quartetto con cromosomi assortiti di guns and roses e black crows), il pubblico li premia con massicce dosi d’applausi, nonostante i suoni iniziali facciano ampiamente cagare… ma i gruppi spalla servono a questo e alla fine della suonata i fonici hanno aggiustato il tiro al meglio

alle 9 si comincia! in un grande schermo al centro del palco è proiettato un cartone animato con un diabolico angus come macchinista di un treno impazzito che si schianta in un’esplosione di fuochi d’artificio da cui spunta la locomotivona che dominerà il palco per tutto il concerto…

la scaletta è identica a quella di giovedì (se mi fosse scappato qualcosa mi rimangio tutto!)… forse è questo l’unico punto debole del passaggio in italia degli AC/DC… almeno una piccola variazione avrebbe sfagiolato di più i fan, ma si tratta di finezze…

il concerto dura un’ora e quaratancinque minuti circa… il mio personale podio della pelle di cappone è questo:
medaglia d’oro: TNT (baratto l’inter in b per rivedere un pubblico così in delirio)
medaglia d’argento: Thunderstruck (un pezzo anni ‘90 a dimostrazione che il rock will never die)
medaglia di bronzo: For Those About To Rock (il finale più emozionante che abbia mai visto in 23 anni di carriera da spettatore di concerti rock)

angus veste un completino bordeaux e imbraccia sempre la stessa chitarra, la gibson sg nera… non ha le cuffiette e va avanti di puro istinto e orecchio, sfogando sulle corde quella specie di sindrome di tourette da cui sembra pervaso… il frontman è lui, non c’è dubbio, soprattutto quando assoleggia per un quarto d’ora con inclusa una crisi “epielettrica” sul pavimento di una piattaforma innalzata nel bel mezzo della platea

ma la forza degli AC/DC è che hanno anche un altro mezzo frontman, quel cantante con la coppola che tanto ricorda il carlo delle “vicende di carlo e alice” (vedi foto)… brian johnson non ha mai avuto doti canore eccezionali, ma è essenziale per la chimica del gruppo, spalla perfetta per angus young come lo era ciccio per franco

gli altri tre sono impalati come mummie (certo, che mummie!), ma checcefrega, ci sono gli altri due a sbattersi per tutti!

su let there be rock premio i ragazzi con 25 euri di maglietta (pare che il cotone sia buono) e alla fine, ancora adesso, c’ho una voglia abbestia di formare una rock band!

ho fatto 3 video ma l’audio fa pena… se riesco a riequalizzare li metto online

Bookmark and Share
 
You might also enjoy...